LE 10 DIFFERENZE TRA FAME EMOTIVA E FAME VERA

Ti è mai capitato di cercare conforto nel cibo

in momenti di stress o debolezza?

Scommetto che almeno una volta nella vita ti è capitato, ma, forse,

non sapevi che si trattava di fame emotiva.


Non hai mai sentito parlare di fame emotiva?

Beh, c’è una prima volta per tutto!


In questo articolo approfondiremo meglio l’argomento e ti aiuteremo a capire cosa succede al tuo corpo e alla tua mente in questi casi.

Parleremo infatti di fame vera e fame emotiva.


Innanzitutto, capiremo insieme cosa si intende per fame vera e cosa invece per fame emotiva, per poi passare al fulcro di questo articolo, ovvero, le 10 differenze fondamentali tra le due.


Iniziamo!

Che cos'è la fame?

La fame è una sensazione fisiologica che indica il desiderio di cibo;

È un segnale del corpo che indica la necessità di assumere nutrienti per

soddisfare i suoi bisogni energetici e mantenere le funzioni vitali.


La fame vera è regolata da vari fattori, tra cui i livelli di zucchero nel sangue, gli ormoni e altri segnali biologici.


Esistono diversi gradi di fame vera, che possono variare da una leggera sensazione di vuoto nello stomaco ad una sensazione più intensa e urgente.


Quando questi segnali si manifestano, significa che è necessario che il nostro corpo assuma cibo, quindi, il nostro cervello, riconosce e interpreta i segnali, generando la sensazione di fame.


La fame può essere inoltre influenzata da molteplici fattori, tra cui il metabolismo, l'attività fisica, lo stato di salute generale, gli orari dei pasti e aspetti psicologici come lo stress o le abitudini alimentari.

Che cos'è la fame emotiva o appetito emozionale?

La fame emotiva si può definire come un impulso a mangiare che
non nasce dalla semplice e fisiologica necessità di nutrirsi
ma dalla reazione a emozioni e sentimenti più o meno consci.

Le emozioni e i sentimenti che fanno sorgere questa tipologia di fame, sono per la maggior parte negativi, come, ad esempio, lo stress, l’ansia, la noia, la preoccupazione o la sensazione che qualcosa sia andato storto durante la giornata.


Il fatto che vi sia una componente emotiva nella fame, è assolutamente normale, ma, quando la fame emotiva diventa prevalente rispetto alla fame nutrizionale, prendendo il controllo della maggior parte dei comportamenti alimentari, può trasformarsi in un problema per il peso e la salute. della persona.

Le 10 differenze tra fame emotiva e fame vera

Da un punto di vista teorico, la differenza tra le due è estremamente chiara, ma, nella realtà, non sempre si riesce a distinguere la fame emotiva dalla fame vera, mentre è molto importante farlo per prenderci cura nella maniera corretta del nostro corpo.


Andiamo quindi ad analizzare le 10 principali differenze tra queste due tipologie di fame.

1. Bisogno fisiologico vs bisogno sentimentale

Fame vera

Le sensazioni di fame vera derivano da segnali biochimici e fisiologici che indicano al corpo la necessità di energia e nutrienti per sostenere le funzioni vitali.
Questi segnali provengono dal sistema nervoso centrale e dal sistema endocrino, in particolare dall'ormone
della fame chiamato grelina.

Fame emotiva

Le sensazioni di fame emotiva, hanno radici nelle emozioni e nello stato mentale.
Sorgono quando si cerca il cibo come mezzo per affrontare o sopprimere emozioni negative,
come lo stress, l'ansia o la tristezza,
anziché da una reale necessità fisica.

2. Gradualità vs urgenza

Fame vera

La fame vera si fa sentire in modo graduale, quando il corpo comincia a necessitare delle sostanze nutritive, il che accade, in genere, vicino all’ora dei pasti.

Fame emotiva

L’appetito emozionale tende a colpire all’improvviso
e si percepisce con un’intensità travolgente, tanto che viene da cercare in maniera spasmodica
una soluzione per placarla.

3. Generalità vs specificità

Fame vera

La fame vera si placa con qualsiasi cibo che ci piace, ma, si placa anche con cibi che non ci piacciono (pensate a tutte quelle volte che in mensa avete mangiato qualcosa che non vi piaceva solo perché dovevate mangiare).
Se il cibo è a base di proteine e grassi,
la fame vera si placa più facilmente.

Fame emotiva

L’appetito emozionale si placa solamente con alimenti specifici, quasi sempre ad alto contenuto di zuccheri e carboidrati, che causano un effetto
di euforia sui nostri circuiti cerebrali.

4. Cibi sani vs comfort food.

Fame vera

Quando abbiamo veramente fame, abbiamo anche la lucidità per scegliere esattamente cosa mangiare. Dunque, in condizioni normali, la scelta di cibi sani, ricchi di proteine, avviene in modo più razionale.

Fame emotiva

Per placare la fame emotiva, in genere si ricorre ai comfort food. Per comfort food si intende un qualsiasi alimento a cui ciascun individuo attribuisce un valore consolatorio, nostalgico e/o sentimentale.
Non necessariamente sono cibi grassi che fanno ingrassare, ma, nella maggior parte dei casi,
hanno un alto contenuto di grassi e carboidrati.

5. Sazietà vs infinito

Fame vera

Quando si mangia per fame vera, il nostro obiettivo è quello di calmare la fame e quindi, semplicemente, di nutrirci. Dunque, una volta arrivati al punto di sazietà ci fermiamo, spesso anche prima.

Fame emotiva

Quando si mangia per fame emotiva il nostro obiettivo NON è calmare la fame ma calmare
l’emozione che l’ha provata.
La causa dell’emozione non viene però risolta dal cibo, facendo innescare il meccanismo del “uno tira l’altro”.

6. Lucidità mentale vs trance mentale

Fame vera

Quando proviamo la sensazione di fame normale, siamo in una situazione di lucidità mentale, proprio perché questa sensazione è indotta dal cervello che ha interpretato i segnali del nostro corpo.
Quando mangiamo, quindi, siamo perfettamente consapevoli di cosa stiamo mangiando, ma soprattutto, di quanto stiamo mangiando. Abbiamo il pieno controllo su tutto perché con la mente siamo lì.

Fame emotiva

La fame emotiva fa mangiare in trance, ovvero, consumando grandi quantità di cibo in maniera automatica, senza che ce ne rendiamo conto. Spesso, l’azione del mangiare viene eseguita mentre si fa qualcosa d’altro, come ad esempio, pulire,
guardare la tv o lavorare
(avete mai provato ad avere un pacchetto di patatine aperto sul tavolo mentre lavorate?
Quanto sono durate? Ecco!).
Il cibo assume quindi il ruolo di distrazione dallo stress o dalla noia, senza comportare alcuna soddisfazione.

7. Segnalata vs nessun segnale

Fame vera

Quando abbiamo davvero fame, il nostro corpo ci manda dei segnali precisi, che sono ovviamente specifici per ogni persona. I segnali più classici sono il brontolio e la sensazione di vuoto nello stomaco, ma altri segnali possono essere grande irritabilità o mal di testa.

Fame emotiva

L'appetito emotivo non presenta nessuna sensazione fisica specifica di avvertimento, anzi, di solito, come dicevamo sopra, si presenta in modo improvviso. Prima di una crisi di fame emotiva è il tono dell’umore a non essere perfettamente in equilibrio: è la mente quindi che ci manda dei segnali, non il corpo.

8. Normalità vs sensi di colpa

Fame vera

Quando mangiamo per saziare la fame vera, non proviamo nessuna tipologia di sensazione che si possa avvicinare alla vergogna o al disagio. Questo accade perché stiamo semplicemente andando a soddisfare un bisogno fisiologico che è comune a tutti.

Fame emotiva

Quando si mangia per fame emotiva, spesso, ci si ritrova a provare sensi di colpa, di vergogna,
di inadeguatezza a causa cosa si è mangiato,
ma, soprattutto, di quanto si è mangiato.


9. Mangiare alla luce del sole vs mangiare di nascosto

Fame vera

Quando mangiamo per soddisfare un nostro bisogno fisiologico, non abbiamo alcun tipo di problema a mangiare in compagnia.
Stiamo eseguendo un’azione normale con altre persone che stanno eseguendo la stessa azione, dunque,
non proviamo nessun tipo di disagio.

Fame emotiva

Quando un’azione provoca sensi di vergogna, ci si ritrova a nascondersi, in questo caso, si tende a
non mangiare insieme agli altri.
Quando si mangia per appetito emotivo, ci si ritrova a mangiare da soli, in una situazione di disconnessione dal mondo esterno, il quale, potrebbe invece aiutare il problema emotivo alla base della crisi di fame.

10. Insoddisfazione vs soddisfazione

Fame vera

Quando mangiamo per saziare la fame vera, ci sediamo a tavola, mangiamo in maniera normale e non esagerata e ci alziamo sazi. La sensazione che proviamo una volta concluso il pasto è quella di tranquillità e soddisfazione.

Fame emotiva

Nonostante gli eccessi di cibo che si assumono, la fame emotiva, non lascia sensazione di soddisfazione o di appagamento, perché, il bisogno emotivo sottostante rimane comunque insoddisfatto, creando un circolo vizioso: sono triste, mangio per coprire la tristezza, ma il problema non viene risolto, quindi le cose peggiorano.
Ora che conosci le 10 principali differenze tra fame vera e fame emotiva,
la prossima volta che ti viene fare potrai più facilmente renderti conto di quale tipologia di fame si tratta.

Riuscire a distinguerle è infatti fondamentale!

Quando si tratta di fame vera bisogna mangiare, altrimenti il corpo non assume i nutrienti di cui ha bisogno e, nel tempo, questo porta a comportamenti compensatori che danneggiano la perdita di peso (ad esempio, si abbassa il metabolismo basale, comportando nervosismo e fame eccessiva per il pasto successivo).

Allo stesso modo, quando si tratta di fame emotiva NON bisogna mangiare in modo sistematico, in quanto, il cibo non serve a nutrire il corpo ma serve, solamente, a dare conforto alla nostra mente e alle nostre emozioni.
Anche se è difficile, bisogna cercare di resistere per il nostro bene.

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