“
Negli anni dell’abbondanza la salute non è un diritto: è un dovere.
Ana Laura Ramirez

Da dove vengo

Sono nata in Messico, ultima di cinque figli, in una famiglia che mi ha dato due genitori meravigliosi e quattro fratelli con cui confrontarmi. Ero quella irrequieta: volevo vivere mille vite in una e non trovavo facilmente l’equilibrio in niente di quello che facevo.

Il mio corpo ha cominciato a farsi sentire quasi subito: allergie ai tessuti, al sole, al vento, a diversi alimenti. A sei anni è arrivata l’asma, e con lei le cure pesanti. A otto il peso ha iniziato a salire fino a diventare un fardello. A quattordici ho smesso di mangiare, e per molti anni dopo il rapporto con il cibo è stato il mio campo di battaglia quotidiano.

Lo racconto senza drammi, perché oggi lo vedo per quello che è stato: una scuola durissima, che mi ha insegnato prima di chiunque altro che cosa vuol dire vivere in un corpo che non riconosci, e che non ti lascia fare la vita che vorresti.

La svolta

A un certo punto ho smesso di combattere contro il mio corpo e ho cominciato a studiarlo. Ho studiato, appreso e praticato su me stessa ogni tecnica che potesse aiutarmi a ricostruire un rapporto sano con il cibo, con il movimento, con il riposo. Sono diventata naturopata e cosmetologa, e ho continuato a formarmi sul modo in cui le abitudini quotidiane cambiano la salute.

Aiutando me, ho potuto aiutare gli altri. Dal 2008 ho accompagnato centinaia di persone a inserire nella loro giornata abitudini e metodi per stare meglio. E mentre creavo programmi per loro ho capito la cosa che oggi è il centro del mio lavoro: il cambiamento avviene prima nella mente e poi nel corpo. Solo così i risultati durano, perché chi ci riesce acquista padronanza su di sé.

Perché la menopausa

Perché è il momento in cui tantissime donne si ritrovano, all’improvviso, in un corpo che non riconoscono. Il sonno che cambia, il giro vita che si allarga anche mangiando come prima, le vampate, la nebbia in testa, un umore che va a ondate. E intorno, spesso, la risposta è una sola: «è l’età, è normale, sopporta».

Io so che cosa significa non riconoscersi. E so, perché l’ho vissuto e perché lo vedo ogni giorno nelle donne che seguo, che quel corpo si può riabitare: con le abitudini giuste, nell’ordine giusto, una alla volta. Non con una pillola, non con una dieta da sopravvivere: con cinque pilastri semplici, che tengono.

Come lavoro

Il mio metodo è naturale e si regge su alimentazione, integrazione, movimento, respirazione e riposo. Si parte sempre da dove sei tu: per questo la prima cosa che ti chiedo è di fare il test, dieci domande che mi dicono da quali aree cominciare. Poi ci sono la guida, i percorsi individuali e i workshop.

La divulgazione fa parte del mio lavoro tanto quanto l’accompagnamento. Il posto dove mi trovi di più è il mio canale YouTube: video brevi e chiari su quello che succede al corpo in questa fase e su cosa fare, pilastro per pilastro. E mi senti in radio, a RDE Salute e Radio Meridiano Salute.

Una cosa non la prometto mai: la cura. Non sono un medico e non lo sostituisco. Quello che prometto è ascolto, metodo e verità, anche quando la verità è «di questo devi parlare con il tuo medico».

Ana Laura
Fai il test Il metodo in cinque pilastri
Gestione cookies
Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione. Cliccando su autorizzo si accettano tutti i cookie di profilazione. Cliccando su personalizza è possibile selezionare quali cookie di profilazione attivare.
Gestione cookies
Personalizzo
Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione. Personalizza selezionando quali cookie di profilazione vuoi attivare.

Cookie tecnici
Sempre attivi. Servono per far funzionare il sito e le sue funzioni di base, per esempio per ricordare le tue preferenze. Non si possono disattivare.
Cookie statistici
Disabled
Raccolgono informazioni su come viene usato il sito, per capire che cosa funziona e che cosa no. Nessun dato identifica la persona.
Cookie pubblicitari
Disabled
Permettono di mostrare messaggi pubblicitari pertinenti e di limitare il numero di volte in cui li vedi. Possono essere condivisi con altre società pubblicitarie.
Made on
Tilda