Apri il cassetto. Dai, fallo, so che ce l'hai. Dentro ci sono: un flacone di isoflavoni di soia consigliato dall'amica che «con quelli è rinata», un agnocasto preso perché l'aveva detto una in televisione, un collagene in polvere che hai usato per due settimane, un magnesio aperto, una vitamina D scaduta, e un integratore «per la menopausa» con una donna sorridente in copertina, che costava trentanove euro e conteneva, letto bene, un po' di tutto e poco di ciascuno.
Lo so. Il mio cassetto era uguale, e sono una naturopata: dovrei vergognarmi, invece lo racconto, perché è la prova che la confusione non è colpa tua. È che la farmacia della menopausa è grandissima, le promesse sono alte, e nessuno ti dice una cosa semplice: un integratore serve quando sai a cosa serve. In questo articolo ti dico come metto in ordine io, con la lista onesta di cosa aiuta, cosa è incerto, e cosa va controllato con il medico prima di aprire il flacone.