Proteine a ogni pasto, prima di tutto. Uova, pesce, legumi, carne bianca, yogurt greco: circa un palmo a pasto. Servono a tenere il muscolo, che tiene il metabolismo. È il cambiamento che fa più differenza, e il più sottovalutato.
Verdura per metà piatto, cereali integrali per un quarto. Non per «stare a dieta»: per tenere stabile la glicemia, perché i picchi di zucchero in questa fase vanno dritti sulla pancia, senza fermarsi al via. Pane bianco, dolci e succhi sono i primi da ridurre, non da eliminare: in casa mia il pane esiste ancora.
Carico, non solo passi. Camminare ogni giorno è la base, ne ho scritto in
Camminare in menopausa. Ma per il giro vita servono anche due sedute a settimana con un peso: squat con il peso del corpo, salite, due bottiglie d'acqua in mano. Venti minuti. È il muscolo che si costruisce così a cambiare la forma, non il sudore.
Dormire. Il grasso addominale e il sonno rotto vanno a braccetto. In
Non dormo più in menopausa trovi da dove cominciare.
Cena presto, colazione vera. Dodici ore senza cibo, per esempio dalle venti alle otto: non è digiuno, è dare al corpo il tempo di usare quello che ha. E una colazione con proteine, non solo biscotti, perché decide la fame di tutta la giornata.
Alcol: contarlo. Un bicchiere di vino sono centoventi calorie che vanno sulla pancia, e una notte peggiore. Non devi rinunciare: devi sapere quanti sono. La matematica, in questo caso, è dalla tua parte.