Camminare fa bene a tutto, e in
Camminare in menopausa ti ho spiegato quanto e come. Ma per l'osso, da solo, è poco: le ossa si rinforzano dove il carico è maggiore di quello a cui sono abituate, e trenta anni di camminate le hanno già abituate. Servono quattro cose, e nessuna richiede una palestra.
Il carico. Sollevare, spingere, tirare qualcosa che pesa. Il muscolo che tira sull'osso è il segnale più forte che l'osso conosce: «qui serve materiale, rinforza». Due o tre volte alla settimana, con il corpo, con due bottiglie d'acqua, con un elastico.
L'impatto. Piccoli salti, scendere un gradino con decisione, battere i talloni. L'osso ama le vibrazioni brevi e decise, non quelle lunghe e dolci. Non parlo di saltare la corda per mezz'ora: parlo di venti battute di tallone, ogni giorno.
L'equilibrio. La frattura non arriva perché l'osso è debole: arriva perché si cade. L'equilibrio si allena in trenta secondi su un piede, mentre ti lavi i denti. Non è un esercizio da nonna: è l'assicurazione che costa meno di tutte.
La postura. La schiena dritta tiene le vertebre nella posizione in cui il carico fa bene. Stare curve sul telefono fa il contrario.
I movimenti di base li conosci: in
I 3 movimenti segreti per mantenersi in forma ci sono già. Qui li mettiamo al servizio dell'osso.